IL SILURO CHI E' ? ....COME E' FATTO ? .....IMPARIAMO A CONOSCERLO!

Il Siluro è un pesce appartenente alla famiglia Siluridae, a sua volta ascritta all’ordine Siluriformes; il suo nome scientifico è Silurus glanis Linnaeus, 1758.E’ un pesce inconfondibile per le sue caratteristiche strutturali, che lo rendono immediatamente distinguibile da altri Siluriformi presenti nel nostro paese, che appartengono ad altre famiglie e altri generi. I più importanti caratteri meristici di questa specie sono:

- Pinna dorsale con 4 raggi- Pinna anale con 83-92 raggi
- Pinne pettorali con 12-18 raggi
- Pinne ventrali con 9-14 raggi
- Branchiospine sul primo arco branchiale in numero di 9-17
- Vertebre in numero di 67-74
- Pinna adiposa assente
- Numero cromosomico 2n = 60.

La testa è grande e appiattita, con bocca molto grande, dotata di tre paia di barbigli, dei quali i mascellari, se piegati indietro, raggiungono le pinne pettorali; la mandibola è prominente. Il corpo, molto allungato, è cilindrico nella parte anteriore, assottigliandosi in senso laterale verso la coda; la pinna anale è molto lunga, e confluisce con la caudale pur restandone separata, mentre la dorsale è ridotta ad una piccola struttura vestigiale e quasi priva di funzione natatoria.
I giovani presentano una tipica colorazione grigio-verdastra, con un irregolare disegno più scuro, generalmente definito a “scaglia metallica”; gli adulti mantengono un irregolare disegno scuro, ma le macchie si assottigliano e si frammentano, e la colorazione di fondo tende spesso al giallastro. Il colore di fondo è fortemente influenzato dalle condizioni ambientali: in acque lente, torbide e calde predomina la componente gialla, ma in ambienti con acque fresche e limpide gli individui tendono generalmente ad una colorazione di fondo più scura con una dominante bruno-verdastra.Le dimensioni

Circa le massime dimensioni raggiungibili dalla specie, le informazioni rinvenibili in bibliografia sono numerose, e talvolta molto fantasiose: è spesso citato un esemplare di 5 metri (4,5 secondo alcune fonti), del peso di 306 Kg, pescato nel 1946 nel fiume Dnepr, in Russia; vengono considerati “abbastanza comuni” esemplari di 3 m e del peso di 200-250 Kg in Ungheria; altre fonti considerano “non rari” esemplari prossimi ai 300 Kg nel Volga; ugualmente “non rari” vengono considerati individui di oltre 200 Kg nel Syr-Darya, in Russia.
La realtà è diversa: mediamente il Siluro, sia nel suo areale di origine che nelle aree dove risulta introdotto, raggiunge i 150-200 cm per un peso di 30-70 Kg, con punte, da considerarsi eccezionali, di poco oltre 250 cm e poco oltre il quintale di peso. Esemplari di dimensioni molto superiori, fino a prova contraria, appartengono al campo della leggenda metropolitana, non esistendo, al riguardo, alcuna documentazione fotografica né alcun reperto museale né di altra natura che possano in qualche modo provarne l’esistenza.
Il più grande esemplare attualmente conosciuto (e ampiamente documentato) è stato catturato nell’agosto 2009 a Mequinenza, in Spagna: è stato certificato da IGFA come record del mondo, con una lunghezza di 258 cm per 112 Kg di peso.

La distribuzione

Il Siluro è diffuso nei grandi sistemi idrici dell’Europa contrale e dell’Asia nord-occidentale. In Italia, così come in buona parte d’Europa occidentale, è generalmente ritenuto una specie alloctona, e si tende generalmente ad identificare il limite occidentale del suo areale originario con il bacino del Danubio. In realtà questo non è esatto, in quanto la specie era naturalmente diffusa in buona parte d’Europa, Italia settentrionale compresa , fino al termine dell’ultima glaciazione, fra 15000 e 20000 anni fa, quando si estinse nella parte più occidentale del suo areale e rimase confinata all’Europa orientale e all’Asia nord-occidentale. A testimoniare la sua passata presenza anche nelle aree dove poi si estinse, rimangono numerosi resti fossili, appartenenti indubitabilmente a questa specie, ritrovati in diverse aree di Francia, Germania e in Italia (in Veneto, a Calalzo di Cadore, nonché lungo il confine con la Francia). E’ interessante la presenza di due popolazioni relitte dislocate ad Ovest del Danubio (precisamente nei laghi di Lugano e di Ginevra, dove la presenza di un pesce riconducibile al Siluro fu documentata già nel 1600). Alla luce di ciò, appare evidente l’imprecisione di considerare S. glanis una specie alloctona, relativamente all’area padana: si tratta, più correttamente, di una specie autoctona, localmente estinta per cause naturali e successivamente reintrodotta per mano dell’uomo.
La prima segnalazione circostanziata della presenza di questa specie nel nostro paese risale al 1957, quando un esemplare femmina fu catturato nell’Adda, anche se appare probabile che già prima (anni ’30-’40) il Siluro fosse presente nel Lago di Como, dove i pescatori del tempo raccontavano di un enorme pesce, allora ritenuto “l’incrocio fra il Pesce gatto e la Bottatrice”, di cui saltuariamente si catturava qualche esemplare. Solo a partire dagli anni ’70 e ’80 si sono consolidate popolazioni stabili nell’area padana; successivamente la specie ha colonizzato il Distretto tosco-laziale dove risulta attualmente ben acclimatata ed in fase di espansione. Il Siluro si trova inoltre in alcuni bacini delle Marche e in Campania nel fiume Volturno.

Ecologia

Il Siluro è una specie tipica del corso medio-inferiore dei fiumi di media e grande portata e dei grandi laghi, ma si può rinvenire anche in cave, stagni e canali di bonifica. E’ attivo prevalentemente nelle ore crepuscolari e notturne, ma non è raro vederne numerosi esemplari in attività in pieno giorno, soprattutto in coincidenza con eventi di piena. E’ una specie moderatamente gregaria (eccetto che nel periodo riproduttivo) che si intrattiene in piccoli gruppi sul fondale in condizioni di riposo, mentre i singoli esemplari vagano nella colonna d’acqua, in cerca di cibo, nei momenti di attività. L’alimentazione è costituita da invertebrati acquatici nelle prime fasi di vita, e si orienta sempre più verso l’ittiofagia con il progredire dello sviluppo. La dieta degli esemplari adulti è costituita quasi esclusivamente da pesci (in gran parte Carassio, Carpa, Abramide, Aspio e Cavedano), ma può variare sensibilmente in funzione di ciò che offre l’ambiente: laddove è presente con popolazioni massicce, si è osservato che il Gambero rosso della Louisiana Procambarus clarkii può costituire una componente molto importante dell’alimentazione del Siluro; allo stesso modo possono venire predati piccoli mammiferi e uccelli acquatici, ma questi episodi, al pari di quanto accade presso altri grandi predatori come Esocidi, Salmonidi e Percidi, devono essere considerati occasionali e non certo abituali.
La maturità sessuale è raggiunta di norma a tre anni di età sia dai maschi che dalle femmine, e la riproduzione avviene in primavera, quando la temperatura dell’acqua raggiunge i 20°C: in questo periodo i maschi diventano estremamente territoriali, ed ingaggiano tra loro combattimenti abbastanza cruenti, allo scopo di prendere il controllo delle aree più idonee alla costruzione del nido; non è raro, subito dopo il periodo riproduttivo, osservare esemplari con evidenti ferite, proprio in conseguenza di questi combattimenti. Il nido consiste in una depressione grossomodo circolare, che il maschio scava ripulendo il materiale di fondo, in zone abbastanza inerbate a profondità relativamente bassa; qui vengono deposte le uova dalla femmina, che subito si allontana mentre il maschio si occupa della cura delle uova e della difesa del nido da possibili predatori, fino al momento della schiusa. La fecondità di questa specie, se rapportata alla massa corporea, è relativamente bassa, ed il numero di uova è dell’ordine di poche decine o centinaia di migliaia per ogni femmina, superando difficilmente le 300000 unità anche nelle femmine più grandi. La schiusa avviene mediamente dopo tre giorni, ed in nuovi nati iniziano a nuotare liberamente dopo una settimana circa, al completo riassorbimento del sacco vitellino.

Status della specie

Il Siluro, nelle sue aree di origine, da alcuni decenni è in fase di netta contrazione, ed alcune sue popolazioni fanno registrare un preoccupante calo, dovuto essenzialmente all’eccessiva pressione di pesca. Nelle maggior parte del suo areale, la specie è protetta da misure minime e periodi di divieto di pesca; il Siluro è incluso come specie LC (= a basso rischio) nella Lista Rossa IUCN.
In Italia, come in altri paesi europei, la situazione è opposta: la specie ha rapidamente colonizzato la maggior parte degli ambienti in cui inizialmente è stata immessa, talvolta con un boom demografico sempre però seguito da un plafonamento della popolazione. Un processo analogo è attualmente in atto nel fiume Arno, dove la specie ha fatto la sua comparsa, presumibilmente, negli anni ’70-’80. E’ prevedibile assistere, nei prossimi anni, ad un fenomeno analogo nel fiume Tevere, dove la specie sembra essere presente da tempi molto più recenti. La comparsa di questa specie comporta sempre squilibri nella dinamica di popolazione delle specie preesistenti, modificandone l’assetto e la consistenza; non risulta, tuttavia, che la sua presenza abbia mai posto a rischio la sopravvivenza di una specie, o ne abbia aggravato un preesistente stato di rischio, né in Italia né altrove.
Sarebbe auspicabile, seppure quasi impossibile, l’eradicazione totale del Siluro solo in contesti ben precisi, laddove vi sia un effettivo pericolo a carico di altre specie in situazione precaria: è il caso, ad esempio, dei grandi laghi della regione del fiume Aspropotamo, in Grecia, dove l’introduzione di S. glanis sta concretamente minacciando, per esclusione competitiva e possibile inquinamento genetico, la sopravvivenza del rarissimo e prezioso Siluro ellenico, S. aristotelis.

Importanza economica, rapporti con l’uomo e pesca

La specie ha grande importanza economica in Russia e nei paesi dell’Est europeo, dove viene consumato fresco, essiccato o salato; la carne è generalmente molto apprezzata; dalle uova si ottiene un discreto caviale, che viene talvolta fraudolentemente spacciato per quello (ben più pregiato) di Storione. Nel nostro paese il Siluro non riveste alcuna importanza economica nell’industria alimentare (sebbene sia oggetto di un esteso fenomeno di pesca illegale ad opera di bracconieri dell’Est europeo), ma acquisisce di anno in anno sempre maggiore importanza nell’ambito della pesca sportiva; questa viene praticata, con attrezzature di adeguata robustezza, prevalentemente con il pesce vivo, spesso di notevoli dimensioni; sono numerosi anche i pescatori che lo insidiano con successo a spinning, con esche artificiali rigide o gommose.

testo e immagini  a cura di
Dr. Ittiologo Fortini Nicola - Ugandensis 

 

PARTICOLARITA' DEL SILURO

Dimorfismo sessuale fra maschio e femmina nel Silurus Glanis

All’interno della specie non è semplice distinguere il maschio dalla femmina, non presentando la specie un dimorfismo sessuale marcato, solo osservando attentamente la papilla genitale, più grande e a forma di cono nella femmina, più piccola ed allungata nel maschio, è possibile distinguere i due sessi.

Nel maschio l’estremità del primo raggio spinoso delle pinne pettorali, è solitamente seghettata molto più che nella femmina.

A fianco, per una migliore individuazione del sesso del siluro, sono riportati uno schema nel quale, a destra, è rappresentato l'apparato genitale degli esemplari femmina, ed a sinistra quello degli esemplari maschi, oltre ad una foto che ritrae l'apparato di un siluro femmina.

Scienza, Elettroricezione ed “Equipaggiamento di caccia”

"Pesce dodato di uno straordinario sistema di caccia"

- Linea laterale: potremmo equipararla all’udito, in quanto deputata alla captazione delle vibrazioni grazie a delle cellule chiamate neuromasti; maggiore è il numero di queste cellule maggiore sarà la sensibilità del pesce, il siluro praticamente ne possiede su tutto il corpo il che gli garantisce una estrema sensibilità, infatti si è potuto constatare durante una sperimentazione come il siluro in vasca completamente al buio riesca ad intercettare e seguire un pesce preda che si muove nello spazio circostante come se avesse una sorta di radar che nulla avrebbe da invidiare alle moderne tecnologie.

- Udito: l’apparato di weber (orecchio interno) non sono altro che dei piccoli ossicini collegati alla vescica natatoria che funge da cassa di risonanza, ed ha lo scopo oltre che a regolare l’equilibrio e la posizione del pesce in acqua anche di percepire i suoni e le vibrazioni che in acqua vengono propagate.

- Olfatto: gli permette di avvertire sostanze disciolte in acqua anche in concentrazioni molto basse: aminoacidi, Sali biliari, feromoni.

- Gusto: i bottoni gustativi, detti anche bottoni a barile nei teleostei, nel Silurus glanis sono quindi distribuiti non solo nella cavità orale ma anche su tutta la superficie del corpo, dalla testa alla pinna caudale.

- Elettrorecezione: gli elettrociti sono cellule sviluppate in tutto il corpo ma maggiormente concentrati sulla testa e la mantibola che gli consentono di captare anche i più deboli campi elettromagnetici emessi dalle prede e dovute alle contrazioni muscolari degli stessi o al battito cardiaco (simili alle ampolle di Lorenzini negli squali).

- Vista: Pesce fotofobo, possiede un occhio molto piccolo. La differenza principale nell’occhio del siluro consiste nel numero maggiore di bastoncelli nellaretina, che sono le cellule responsabili della visione notturna.

- Memoria a medio termine: raccogliendo esperienze positive e negative che il sistema sensoriale ha captato nell’ambiente esterno, il pesce riesce ad associare 2 o 3 eventi che si sono rivelati come un esperienza positiva (cibo), ad esempio: pasturazione, ciprinidi, ecc oppure un esperienza negativa (pericolo) come ad esempio la cattura da parte del pescatore che comporta stress al pesce.Questo ultimo fattore è quello che consente al siluro di sopravvivere nell’ambiente portandolo a raggiungere gli 80 anni di età.

 

testo e immagini gentilmente concesse dallo 
Studio Geta – Dr. Giuseppe Simone Milillo
www.studiogeta.it
 

    Data Ultima modifica : 09.01.2011

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